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Tutti i segreti di Mirkolino
Come definiresti il tuo stile come vocalist?
Che domandona! Di base, io cerco di essere me stesso. Il “Mirkolino” che propongo nelle serate è il riflesso di quello che sono io fondamentalmente, è l’esternazione del mio carattere, dei miei gusti, del mio modo di essere. Lo stile credo debba essere unico. E’ giusto ispirarsi a qualcuno ad inizio carriera ma non bisogna imitare dei modelli. Per emergere è necessario costruirsi una propria identità ben riconoscibile e non confondibile con altre. Funziona come i grandi brand secondo me: sono unici, non confondibili con altri perchè in un qualche modo hanno proposto quel qualcosa in più che ha permesso loro ti ritagliarsi un proprio spazio sul mercato.
Qual è il segreto per trasformare una serata qualsiasi in una notte speciale?
Una notte speciale è il risultato della somma di tante cose. Un’ottima organizzazione da parte del locale, la voglia di divertirsi, l’energia, la cura dei dettagli, la clientela giusta e validi professionisti in console. Un insieme di cose che, se bene amalgamate, creano quell’alchimia che rende una serata qualsiasi in una serata perfetta.
Come hai iniziato?
Ho iniziato appena 18enne. Ho conosciuto questo mondo frequentando i locali della mia città (e non solo) come un normale cliente. Ho capito subito che la mia carriera professionale sarebbe stata legata alla notte. Appena mettevo piede in discoteca ero letteralmente rapito dalla console e da quelli che ci lavoravano dietro. La console era come una calamita. E non mi sbagliavo perché di lì a poco ho mosso i miei primi passi come Dj per poi invece concentrarmi sulla figura del vocalist. Sono passati più di 10 anni ormai…
Come ti vedi tra 20 anni?
Beh, tra 20 anni, per motivi anagrafici, mi sa che non avrò più il microfono in mano. Sto facendo però tanta esperienza e non escludo di poter restare in quest’ambito, magari come consulente oppure a livello di management. Poi, sicuramente, vorrei riavvicinarmi ad un'attività legata alla mia formazione scolastica. Ho studiato design d'interni e ho sviluppato un gusto personale in fatto di design e arredamento. Quindi perché non applicarlo magari alla cura dei locali, molti dei quali ultimamente, a mio avviso, in fatto di ricercatezza a livello estetico lasciano un po’ a desiderare? In ogni caso, comunque, dall’attività di vocalist possono svilupparsi tantissime altre strade.. una passione non si lascia mai del tutto!
Che consigli daresti a chi vuol iniziare a fare il tuo lavoro?
Sicuramente una carriera lunga e duratura si costruisce con pazienza, costanza e passione. La gavetta è fondamentale. Non credo molto ai “fenomeni” che esplodono all’improvviso dal nulla. Credo che lascino il tempo che trovano. Ci vogliono l’umiltà di iniziare dalle piccole realtà di provincia e la voglia di farsi conoscere piano piano, guadagnandosi stima e “un nome” sul campo. Poi i riconoscimenti, se meritati, con il tempo arrivano da sé. Questo è poco ma sicuro.
Che musica ascolti quando non lavori?
Diciamo che quando non lavoro e voglio staccare completamente la spina dalla discoteca e dal mondo dance, cambio completamente genere musicale. Mi piace moltissimo l'indie rock non troppo commerciale. Mi piace scoprire continuamente nuovi gruppi, magari spulciando cd e vinili nel vari mercatini vintage. Per citare un nome: Girls.
Hai hobby, passioni, fissazioni?
Certo! Le mie giornate sono sempre molto fitte di impegni ma nei giorni “off” cerco di ritagliarmi spazi tutti miei per seguire le mie passioni: la musica, il design, i viaggi per citarne tre su tutte.
By Alex dj Global Byte – www.facebook.com/djglobalbyte
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