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Cascina Marchesa

Dalle Origini alla fine del SettecentoLa Cascina Marchesa è localizzata sulle rive della Dora e trae la sua origine da una grangia cinquecentesca come attesta il “tippo”, cartografia cinquecentesca rurale, dell’area a cavallo della Dora realizzato negli anni 1579-80 dai fratelli misuratori De Ferrary e dal pittore ducale Giacomo Rossignolo. La Carta topografica della caccia del 1762 la rileva col nome di “Balestra” e con un  impianto planimetrico ad “L”; dalla rappresentazione si può leggere l’esistenza della parte civile o villa, costruita agli inizi del XVIII secolo, con annessa cappella. Sono inoltre evidenziati i giardini il cui disegno si inserisce in un paesaggio che appare ritagliato nella zona boschiva, frutto evidente del disboscamento e del dissodamento delle selve nei pressi della Dora avvenuto a partire dal XIV secolo.Le carte topografiche relative all’Assedio di Torino del 1706 rilevano la cascina sulla linea di circonvallazione.Nel 1790 l’architetto Amedeo Grossi riporta sulla Carta Corografica di Torino la cascina come “Cascina del signor Filippone Mercante di spade” con planimetria identica alla precedente e inserita in un paesaggio caratterizzato dalle rive della Dora, il cui corso non è ancora stato modificato e “raddrizzato”, da campi, prati, cascine  e dal braccio della  bealera derivata dal fiume.L’Ottocento e il Novecento
Le mappe del Catasto Napoleonico del 1805 evidenziano un ampliamento planimetrico attraverso la costruzione di due nuove ali di fabbriche che chiudono la “corte quadrata rustica”. La casa civile risulta adiacente al complesso della cascina ed è accessibile separatamente, mentre i giardini sono localizzati sul retro della cascina.
Nelle mappe del Catasto particellare Gatti del 1820 non si registrano variazioni planimetriche e la cascina risulta composta da casa civile, casa rustica, casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli, campi, prati, orti e giardini. La proprietà risulta essere ancora della famiglia Filippone.
Il geometra Antonio Rabbini nel 1840 ne rileva la planimetria senza variazioni, ma registra un passaggio di proprietà ai fratelli Talucchi.
Nel 1866 nelle mappe del Catasto Rabbini viene indicata come “Cascina Marchesa” e non vengono segnalate variazioni planimetriche, così come nel Piano Regolatore del 1908.
Caratteristiche architettoniche
La Marchesa è l’immagine del modello della cascina torinese dopo la seconda metà del Settecento, suddivisa in due aree: la corte rustica e la villa con la cappella. Attorno alla corte rustica si localizzano casi da terra, stalle con fienili e l’abitazione del massaro a due piani fuori terra.
L’edificio della villa, a due piani fuori terra, è localizzato al fianco del rustico.
Il piano superiore, nel corpo centrale arretrato, è connotato da una galleria a tre arcate, sovrastante l’ingresso del terreno. Molto rilevante è il disegno degli abbaini. Altro elemento caratteristico è la torre colombaria, posta nella giunzione tra villa e abitazione rurale. Al piano terreno dell’ala destra si trova la cappella.

Come arrivare al ristorante Cascina Marchesa in Corso Regina Margherita, 371, Torino (TO)

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